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lunedì 28 dicembre 2015

Lettura biblica: Osea 13:1-10

Ribellione 27 Dicembre

Efraim era una tribù che prese il nome dal più piccolo e più benedetto dei figli di Giuseppe. Ma Efraim, come fu una spina nel fianco di Davide, lo fu anche per Dio. Efraim parteggiò sempre per la casa di Saul, fece parte del regno di Israele in opposizione a quello di Giuda e ne rappresentò la forza politica e militare. La spaccatura del regno di Israele fu una testimonianza di superbia e di ribellione a Dio. Efraim fu arrogante con Dio e coi suoi fratelli il giorno in cui, nella sua presunzione confidò in sé stesso. Al culmine del suo sbandamento spirituale si diede al culto degli idoli cananei, si scelse come signore Baal e allora morì, o meglio Dio lo allontanò da Sé.
Chi si separa dal Corpo di Cristo (e il Corpo è là dove il Capo viene onorato) è indotto a confidare nelle proprie capacità e, con l'aumentare delle ambizioni della carne, a confidare in quelle dell'avversario, satana consente la materializzazione attraente, allettante di ogni immaginazione dando luogo all'idolatria. Il risultato è la morte. Solo il vento dello Spirito Santo può spazzare via lo spirito di ribellione di Efraim. C'è una possibilità di ravvedimento anche per il ribelle Efraim, ma quando non c'è ravvedimento che succede? "Scannano uomini e baciano vitelli" dice Dio. Che cosa significa? Il disordine, il terrore e la morte presenti nel mondo sono il risultato di simili ribellioni a Dio, di gente che non pratica la giustizia perché non vuole riconoscere il Giusto.
Gente che non ha misericordia perché non ha invocato il Misericordioso; che confisca avidamente ogni bene naturale perché non riconosce l'equa distribuzione dei beni voluta dal Creatore. Gente che non sa cosa sia amore perché idolatra il padre dell'odio, gente che uccide il proprio fratello e rende omaggio alla bestia con la quale si identifica. Gente che ha ucciso il Cristo e glorifica il Serpente. L'umiltà e il timor di Dio ci preservano dal pericolo di cadere in una simile condizione, ma bisogna vigilare e restare fedeli. 
di Vendra Giuseppe