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lunedì 24 ottobre 2016

Ancora una testimonianza, quella di Giacomo, dal carcere di SMCV. Dio opera!

Pace a Tutti mi chiamo Giacomo Ho, 44 Anni, la mia Famiglia è atea, Sono calabrese, mi trovo in carcere perché ho sbagliato, ero Venuto a Napoli perché mi avevano detto che c’era possibilità di imbarcarsi su un mercatino, pensavo che se ci riuscivo avrei risolto tutti i miei problemi.

Un giorno mi trovai senza soldi e pensai di procurarmeli in un modo illecito. Andò male e mi arrestarono. Sono finito in carcere. Credo che Dio usi il male che commettiamo per la SUA gloria. 
Proprio in Prigione, Un giorno mi chiamarono per preparare la strumentazione nella palestra del carcere, sono un elettricista, mi avevano detto che dovevano fare una commedia. L’indomani mi chiamarono con altri due miei amici, per riparare alcuni quadri elettrici che si erano rotti a causa di un temporale. 

Dopo qualche ora, notai un gruppo di persone venute dall’esterno che si avviava nel teatro. 
A primo vista sembravano i ragazzi che seguono il corso di musica. Dopo un pò mi accorsi che erano un gruppo di giovani esterni che mondavano i strumenti, incominciarono a suonare e a cantare, erano molto belli quei cantici, mi sollevava. Mi avevano detto che non potevo avvicinarmi ne ai partecipanti esterni ne ai detenuti che erano assegnati dalla direzione per quella riunione, perché era esclusivamente per i detenuti di alta sicurezza reparto "Tamigi" (per lo più ergastolani). 

La musica mi attraeva e mi coinvolgeva a prestare attenzione. 
Mi misi da lontano, ascoltai i canti e poi la predicazione dell’evangelo. Non ho più dimenticato il tema di quel sermone: “in Cristo non siamo più colpevoli, Egli ha strappato sulla croce l’istanza dell’accusa” o l'atto accusatorio. Era la prima volta che sentivo quelle parole dopo la carcerazione, avevo confessato il mio reato definendomi colpevole e ora sentivo: ”non siamo più colpevoli”. Volli capire, ero confuso, come terminò la manifestazione chiesi al pastore di darmi la possibilità di parlargli. Incontrai il pastore dopo qualche giorno, dopo una riunione di culto, rimasi con lui a parlare quaisi per due ore che passarono in un baleno. 
Incominciai a frequentare i culti che si tengono nella sala teatro del carcere, mi accorgervo che più passavano i giorni più mi sentivo trasformare il cuore. In un culto dopo il sermone nella preghiera chiesi al Signore di salvarmi, lo fece. Da quel giorno ho deciso di servire il Signore.

Oggi sono in collaboratore del pastore. 
Nel mio Reparto – Volturno – Il Culto che tiene ogni lunedì Il pastore C. Turco raggiunge molti cuori che partecipano, e grazie a Dio non siamo pochi al culto. Sono Contento e da quel giorno questo carcere per me non e più una prigione ma è un luogo di Missione. Solo nel mio reparto ho scoperto che ci sono circa 60 fratelli carcerati che frequentano il Culto il lunedì. Ora io collaboro già da tempo con il pastore Turco. Suono durante il Culto nel mio reparto. Se Dio continua ad aiutarmi quando sarò fuori di qui, il mio desiderio è suonare la chitarra per il Signore nella comunità che frequenterò. 
Pregate per noi. Amen
Giacomo
Carcere di SMCV rep.Volturno