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lunedì 12 dicembre 2016

Jerry, un ragazzo trasformato da Dio

Sono Gerardo Aliberti (Jerry) e ho 23 anni. Prima di aver conosciuto Gesù la mia vita era molto travagliata; ero un ragazzo alquanto sensibile, tuttavia come tanti ragazzi fumavo e facevo uso di droghe, spinelli, marijuana, fumo (o hashish) e cocaina. Tutto ciò è avvenuto in modo graduale. Ho iniziato a vedere la vita in modo diverso da quanto è morto mio zio, a cui ero affezionato; da allora ho iniziato a credere che prima o poi sarei morto anche io e avevo solo 11 anni. Iniziai a ribellarmi ai miei genitori, perché mi sentivo sempre più incompreso (ma onestamente non mi impegnavo per comprendere i miei genitori). Iniziai presto col vizio del fumo, avevo più o meno 14 anni. Ed in seguito, a causa di una delusione in amore, a 16 anni iniziai con gli spinelli; il pensiero era quello di divertirmi e inconsciamente trovavo una fuga dai problemi e dalle delusioni.

Il fumo e le droghe iniziarono a prendere sempre più posto nella mia vita; sono arrivato a fumare veramente tanto, specialmente il sabato in cui arrivavo più o meno a 40 sigarette, e a fumarmi nell’arco di un mese circa fino a 10 spinelli al giorno (più o meno, non prestavo attenzione alla quantità). All’inizio sembrava tutto a posto, l’effetto che mi producevano era quello di spensieratezza, mi rendevano una persona più scherzosa, o comunque con meno freni dovuti alla timidezza.

Dopo qualche tempo, però, a causa di queste sostanze iniziai a stare male, con forti emicranie, sensazioni di confusione e malessere fisico, fino a soffrire di attacchi di panico nel periodo degli esami di maturità dovuti anche allo stress. Spaventato, smisi per qualche tempo, ma una volta passati gli attacchi di panico ripresi, ma non era più come prima, infatti stavo male più spesso. Quante volte, da solo nella mia stanza e con la forte sensazione di morire, ho pensato: “Non fumo più”! Ma puntualmente ricadevo. Contemporaneamente, a 18 anni provai per la prima volta la cocaina, grazie a Dio senza mai prenderne la dipendenza.

Dopo aver conosciuto una ragazza, smisi di fumare spinelli fino ad un certo punto, poi iniziai di nuovo a sua insaputa, facendomi anche di cocaina più o meno un sabato si e uno no. Nel frattempo, mentre fuori mi divertivo con gli amici, tra sbronze, sballi ecc., a casa vivevo un’altra realtà. Ero arrivato a rubare soldi per spenderli a mio divertimento e drogarmi.

Ogni sera, prima di andare a letto, guardavo un film horror, ormai per me era una cosa normale o quasi una dipendenza, fino a quando iniziai ad avere esperienze strane, arrivando alla soglia tra realtà e follia (evito di scendere nei dettagli). Una sera in particolare, incuriosito dal “male”, andai a curiosare su youtube e su google; da quella sera non riuscii più a dormire la notte. Non appena chiudevo gli occhi, iniziavo a vedere come dei flash nella mente di immagini di scene dei vari film che avevo visto in passato. Da allora la notte fui costretto ad addormentarmi con la luce accesa, e anche se smisi di vedere film d’orrore, continuai ad avere “esperienze negative”.

Un giorno parlai con la mia ragazza di allora di ciò che stavo attraversando e lei, che frequentava una chiesa evangelica, mi portò dal pastore, il quale mi fece leggere un passo della Bibbia scritto in Isaia 43. Mi toccò in particolare il versetto 4 in cui Dio mi diceva: “Io ti amo, io dò uomini al tuo posto e popoli in cambio della tua vita”. Avevo da poco iniziato a leggere la Bibbia e una sera, seduto sul letto, cercavo di leggere ma non ci riuscivo, perché avevo la mente troppo oppressa da pensieri, voci che mi distraevano. Allora mi vennero le lacrime agli occhi e dissi, o pensai questo: “Salvami”. Sentii un fischio alle orecchie, e il fischio aumentava come se qualcosa si avvicinasse, poi non appena il fischio fu cessato, sentii un calore che dalle ginocchia mi invase il corpo. Ero steso sul letto e non ebbi più pensieri, non ero più triste, ma una gioia mi invase, una pace inaspettata; da allora smisi di tenere la luce accesa (eccetto una lucina notturna) e smisi di drogarmi.

Dio si fece conoscere e così iniziò il mio cammino con Lui. Dopo più o meno un mese sono stato liberato anche dal vizio del fumo, in modo indimenticabile. Ero ad un culto e quella mattina avevo il desiderio dentro di me di voler smettere di fumare. Ci fu un appello, e una sorella mi incoraggiò ad andare avanti; così mi inginocchiai e chiesi a Dio di liberarmi, pregò per me anche un fratello che mi si avvicinò mettendomi la mano sulla spalla, e dentro di me sentii la presenza di Dio, e la certezza che Lui mi aveva ascoltato. Finito il culto uscii fuori e avevo il pacchetto delle sigarette in tasca, misi la mano in tasca e mentre pensavo a cosa fare sentii una voce nella mia mente: “Butta il pacchetto” e subito un altra: “Non buttarla”. Era la prima volta che avevo un’esperienza così e pensai che stessi uscendo pazzo, mentre continuavo a sentire queste voci; alla fine buttai il pacchetto. Quel giorno uscii fuori ed un amico mi chiese se volevo farmi due tiri alla sua sigaretta, ma io gli dissi che avevo smesso; dopo un pò di insistenza non me lo chiese più, e non sentii neanche la puzza di fumo. Entrammo nel centro commerciale, ci fermammo al bar e ci prendemmo un caffè. All’inizio ero titubante, perchè sapevo, che in genere, dopo il caffè se non fumavo adavo in paranoia, comunque alla fine lo presi e non successe proprio nulla di quello che avevo pensato: il mio corpo non sentiva più la necessità di fumare, è stato qualcosa di stupendo. Da allora sono più di 2 anni che non fumo per la grazia di Dio.

Il Signore successivamente mi tolse anche dal legame che avevo con la lucina notturna, che se spenta non riuscivo proprio a dormire. Do’ gloria a Dio per quello che ha fatto per me, per quello che ha fatto dopo questi episodi e per quello che ancora fa per la mia vita. Che Dio voglia farci vivere sempre nel Suo amore prezioso, nella fede, affinché la nostra volontà sia sempre quella di servirlo e di stare al Suo fianco, perchè questo è il tutto dell’uomo. Gloria sia resa a Dio nel nome di Gesù Cristo il Signore. Amen!

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