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lunedì 30 gennaio 2017

NOTIZIE. Visita al penitenziario di Frosinone. Diario di una giornata di benedizione!

FROSINONE progetto CRISTO VIVE La giornata è intensa. Sembra che meteorologicamente si prospetta una bella giornata, lo sarà grazie a Dio. Ore 19:00, con mia moglie e Domenico ci mettiamo in macchina ed arriviamo all’ingresso dei caselli dell’ A1 dove troviamo Giovanni che ci sta aspettando.

Si guardano gli orologi e si attende l’arrivo pastore Granata, proveniente da Pompei con sua moglie. Mentre prendiamo i cappotti dalle auto, vediamo avvicinarsi un’auto che si affianca a noi. “Grazie al Signore sono venuti!” esclama con volto sorridente Giovanni. “Scusate il piccolo ritardo ma siamo qui” risponde Michela, moglie del pastore Granata.

Alle 19:30, dopo aver posato un’ auto e fatto una preghiera, ci avviamo verso Frosinone.

Simpatica la foto inviata da Mario sul gruppo Whatsapp dei Controtempo (gruppo musicale). Si vedevano le due auto cariche di strumenti dei ragazzi, partiti da Benevento alle ore 6, seguite da un furgone della polizia penitenziaria. “Siamo scortati alla grande!” aveva scritto nella didascalia della foto Mario.

Osservando accuratamente quella foto il mio cuore si è rallegrato nel Signore. Ragazzi giovani, pieni di zelo per il progetto CRISTO VIVE. Giovani pieni di fede e desiderio di servire il Signore. Spendono circa 12 ore la settimana per provare la musica che portono nelle carceri. Come tutti noi si autofinanziano, alcuni prendono il giorno di ferie, altri rinunciano al giorno lavorativo pur di offrire al Signore il talento ricevuto in questo servizio.

Arrivati, fuori dal carcere, Giovanni si ferma all’ingresso. “Giovanni, non ti fermare, proseguì lentamente e vedrai che il portone si apre!” gli suggerisco. “Fratello Cesare, pace, si sente un grido di gioia da un’auto parcheggiata al lato destro dell’ingresso del carcere” risponde Giovanni. “Sono i ragazzi… grazie a Dio stanno già qui!” dice mia moglie.

Bene, incominciamo a raccogliere i documenti. Mentre Fausto, Italo e Mario entrano con le auto siamo già tutti in piedi davanti al posto d’ingresso. “Pastore Turco buongiorno” afferma con volto sorridente la dottoressa Del Geneo, segretaria del direttore dell’Istituto.

Dopo diversi, brevi e curiosi suoni di allarme, emanati dagli aggeggi di controllo, grazie a Dio ci siamo ritrovati tutti nella sala teatro dell’istituto.

Tra ‘spinte, sgambetti, rumori e altri screzi’ che comporta questo lavoro, si riesce come sempre a montare e provare la strumentazione. Nel frattempo scendono i primi detenuti. Sorridenti di passare qualche ora diversa, uno alla volta, occupano il posto loro assegnato.

Ecco i primi suoni, le prime lodi al Signore. “Siamo il gruppo Controtempo della GMC Onlus che predica l’Evangelo”, precisa Silvia con voce dolce e con volto solare.

Si comincia a cantare, Mariarosaria introduce il primo canto, Italo e Massimo arpeggiano le chitarre, armonioso e dolce è il basso di Fausto.

Le tastiere imponenti e lodevoli di Adele riempiono armoniosamente la musica. Le ritmiche degli imponenti tamburi della batteria di Mario scuotono l’auditorio, la regia di Matteo fa da cornice al tutto. Viene annunciato l’Evangelo, le lacrime e i pianti dei sofferenti detenuti sensibilizzano anche i carcerieri al punto che tutto si concentra sull’unico e vero scopo : LODARE DIO! Un’ora di canto, adorazione e lode intermediato dall’annuncio dell’evangelo. Dio è presente! “Pastore, ma non possiamo stare qualche altra ora, io mi sento benedetto”, così un detenuto sussurrava al mio orecchio. “Quando tornate?”, si sentiva ad alta voce tra gli intervenuti. Tra canti, lode e annuncio dell’evangelo, arriviamo alla conclusione. “Pastore cerchiamo di evitare che i detenuti si avvicinano al gruppo” mi viene suggerito dal comandante del carcere: ci sono delle donne. Si decide di salutare i partecipanti con un cantico. Mentre si lodava il Signore, una alla volta, i detenuti si alzavano sotto l’ordine delle guardie e amaramente lasciavano la sala.

Altri appuntamenti ci aspettano. Attraverso questo progetto il nostro obbiettivo, oltre ad evangelizzare, rimane quello d’ invogliare i detenuti a fare richiesta di frequentazione dei Culti che già si tengono in questi istituti. SOLO A DIO LA GLORIA!

Fonte: gmconlus.it