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giovedì 28 settembre 2017

TESTIMONIANZE. Ho trovato la forza per tagliare i ponti con quello che considero il mio passato

NUOVA TESTIMONIANZA DAL CARCERE DI ROCCO DAL CARCERE DI SMCV, REPARTO TAMIGI
Autorizzato da Rocco vi Trasmetto la sua testimonianza
Mi chiamo Rocco e son detenuto nel carcere di smcv da 4 anni. Il pastore Turco mi ha chiesto di scrive per l’edificazione di che la legge, uno slancio della mia testimonianza, sono lita di farla.
La mia vita, fino a qualche mese prima che mi arrestassero era un vero disastro. Ero a capo di una neo organizzazione a delinquere, apparivo forte e risoluto ma ero giù moralmente, psicologicamente e fisicamente. Vivevo situazioni difficili in casa, tutto questo mi causava malessere e sofferenza. Nel corso della mia vita ho sperperato molti soldi e sono arrivato a fare uso di cocaina.
Così ho cominciato a pensare di voler sparire, di morire, ma questo pensiero mi rendeva più spietato verso le persone. Ero arrivata al punto che non avevo riguardo per nessuna persona, ero a mia vergogna peggio di una bestia feroce quando patisce la fame.
Avevo perso tutti i miei affetti, la mia fidanzata, anche a causa di tutte le bugie dette a chiunque. Quando mi arrestarono avverti come un segnalo di salvezza, strano a dire cosi, ma vi assicuro che questa fu ma mia sensazione. Quando fui portato nel carcere di smcv mi chiusero in una cella con un uomo devoto a cristo, si trovava li per una accusa infamati e adesso grazia a Dio e usci assolto per non aver commesso il fatto.
Quest’uomo dopo offertomi il caffe erano le due di notte appena arrivato in cella, mai stato prima di allora in carcere.
Dopo che mi offri il caffe disse che non si sarebbe coricato se prima non avesse letto la Bibbia, Mi chiese gentilmente di ascoltasse la lettura della bibbia.
Vi confesso che non capi nulla, ma la sua accoglienza segno il mio cuore. I primi mesi passati in quella cella, fui molto aiutato da quest’uomo ora fratello.
Mi consigliava e non terminava il giorno se prima non concludeva con una lettura biblica. Un giorno appena Sali dalla riunione di Culto, notai un volto diverso mi racconto che dio lo aveva benedetto parlando al suo cuore come non lo aveva fatto prima.
Mi incuriosi ma nello stesso momento quelle parole mi portarono a rimanere scettico, scostante, fino a quando non mi elencò una serie di situazioni che effettivamente vivevo e di cui lui non poteva essere a conoscenza. Cose che avevo fatto nella mia vita che era impossibile lui sapesse; quelle verità per un attimo toccarono il mio cuore, ma, poco dopo rimasi indifferente a quando mi aveva accennato.
Una notte, tornato da un processo entrai in cella, non riuscivo a prendere sonno per il freddo, nonostante era il mese di luglio. All’improvviso un forte calore, assolutamente inaspettato, pervase il mio corpo. Scoppiai a piangere e la mia mente cominciò a suggerirmi cose che non ricordavo e per la grande paura non riuscii ad addormentarmi. La mattina mi alzai senza ricordare quei pensieri, ma con il forte desiderio di chiedere al mio amico di portarmi al culto nella sala teatro del carcere.
Varcai per la prima volta la soglia di quel teatro, rimasi per la preghiera e per il Culto. Ancora quello che mi toccò particolarmente fu il fatto che il pastore parlando ai presenti in una maniera delicata senza saperlo mi racconto cose della mia vita che non potevano sapere. Il Pastore mi chiese se potevano pregare per me, gli dissi di sì, cosi, Pregarono a lungo per me.
Piansi tanto. Per i due giorni seguenti volli rimanere solo nella mia cella, ero in confusione.
Non uscivo, mi sentivo solo, rimanevo in cella sul letto e non avevo voglia di fare nulla. A causa di quella mia confusione. Decisi all’istante di non andare piu al culto, ma appena venne il lunedì, dissi andrò a salutare il pastore e poi non Adro più, mentre mi preparavo per andare mi sentivo così inutile e senza speranza. Ma ci andai lo stesso. Un altro “intervento a cuore aperto” finché nella preghiera, i fratelli detenuti seduti vicino a me mi consigliarono di aprirmi al Signore.
Accettai volentieri quei consigli e mi assunsi le mie responsabilità raccontando i mie peccati al Signore. da allora ho trovato la forza per tagliare i ponti con quello che ormai considero il mio passato, la mia vecchia vita. Vivo i miei giorni da carcerato nella piena serenità, ho parlato dell’evangelo alla mia fidanza che ha contattato il pastore che la indirizzato nella chiesa evangelica del mio pase. Fra qualche tempo uscirò, il pastore ha promesso di sposarci, e io ho promesso al signore di non lasciarlo mai, Dio vi benedica.
Carcere di SMCV
Rep Tamigi | Rocco