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giovedì 19 ottobre 2017

INSEGNAMENTI. Cosa significa essere un servo

di Brian L. Harbour – Dopo la conversione, molti credenti si chiedono: “E adesso? Ora che sono stato riscattato dalla schiavitù di Satana e liberato dal peso dei miei peccati, cosa devo fare?”. Nell’introduzione della sua epistola a Tito, Paolo dà una risposta a questo interrogativo coll’appellativo che applicava a sé stesso. Lui si definiva: “Servo di Gesù Cristo”.

Diverse parole greche hanno il significato di servo. “Diaconos” era il servo che ministrava. “Therapon”era l’assistente. “Oiketes” era il servo domestico.

“Misthios” era un servo ad ore. Paolo non usa nessuna di queste parole nel testo. Utilizza la parola “doulos”, che letteralmente significa “schiavo”, un nomo, cioè, che ha una relazione con un altro tale che solo la morte può rompere. Paolo riteneva che la parola più adatta a descrivere la relazione con il Signore fosse la parola “schiavo”. Era un servo legato, uno schiavo di Gesù Cristo. Per comprendere che cosa dobbiamo fare ora che siamo diventati cristiani, dobbiamo arrivare ad un concetto pili chiaro di cosa significhi essere servi. IDENTIFICARSI CON CRISTO Un servo si identifica con il suo padrone. Questo si vede sia nel significato della parola “doulos”, sia nell’uso attuale di questo termine. Doidos viene da una parola che significa “legare”. Lo schiavo cioè, era un uomo legato e connesso ad un altro.

Di solito, gli schiavi venivano segnati con un marchio ben visibile, simile ad uno stigma, che li identificava con il loro padrone. L’identità dello schiavo dipendeva dalla persona a cui apparteneva. Paolo aveva quest’immagine d’identificazione con Cristo, quando si definiva “servo di Gesù”. Non apparteneva più a sé stesso. Era stato comprato con il prezzo del sangue di Gesù ed ora apparteneva a Lui

MINISTRARE PER CRISTO

L’idea di essere servi includeva anche la dimensione del ministero. Paolo combinava Videa dell’ufficio di amministratore e del servizio in I Co 4:1: “Così ci stimi ognuno come dei ministri di Cristo e degli amministratori dei misteri di Dio”. Del resto, quel che si richiede dagli amministratori è che siano trovati fedeli. In 1 Pietro 4:10 i cristiani vengono chiamati “Amministratori della svariata grazia di Dio”. La Bibbia dice che Cristo è il Signore del cosmo. In altre parole Lui è il Direttore generale dell’universo.

Ma Lui ha designato il compito di assistente-direttore ad ogni cristiano. Come servi Suoi, la nostra responsabilità è di prendere cura del Suo mondo e di svolgere l’opera Sua.

EQUIPAGGIATO DA CRISTO

Tra tutti gli aspetti negativi dell’istituzione della schiavitù, c’era un grande vantaggio. Lo schiavo non aveva nessuna preoccupazione riguardo ai suoi bisogni materiali. I suoi vestiti, il cibo, le cure mediche, l’alloggio, tutto era provveduto dal padrone. Quando Paolo si definiva “schiavo di Gesù”, realizzava un senso di appagamento, perché sapeva di poter confidare in Cristo per tutti i suoi bisogni. Esprime chiaramente questa idea nei versetti conclusivi della lettera ai Filippesi, quando disse: “Il mio Dio supplirà a tutti vostri bisogni, secondo le sue ricchezze in gloria in Cristo Gesù” (Filippesi 4:19).

Quando confidiamo negli amici, riceviamo quello che la cooperazione provvede; quando confidiamo nella nostra abilità, riceviamo quello che l’abilità umana provvede; quando confidiamo nelle nostre finanze, riceviamo quello che i soldi provvedono. Ma quando confidiamo in Cristo, riceviamo quello che Dio ci provvede. Un servo è uno che confida in Dio e sa che l’opera di Dio, fatta come Lui vuole, non gli farà mancare mai niente.

CONCLUSIONE: Tutti sono schiavi di qualcosa. L’idea della libertà completa è un mito. Il tuo padrone è la cosa più importante per te. Essere schiavo di Gesù Cristo ti darà la libertà di realizzare il potenziale che Dio ha messo dentro di te. Non soffocherà il tuo stile. Egli ti libererà.

Quando ti fai Suo servo, metti te stesso sotto il controllo di Colui che ti ha fatto, ti conosce e ti ama.

Da: Chiesadiroma.it