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mercoledì 4 ottobre 2017

MONDO. Dolore e rifiuto per l’uso della forza in Catalogna

La Chiesa evangelica spagnola condanna le violenze e l’incapacità di dialogo a seguito dei fatti legati al referendum per l’indipendenza catalana.

All’indomani del referendum della regione di Barcellona, territorio in cui abbiamo assistito ad un corto circuito fra i vari poteri di uno Stato democratico, la Chiesa evangelica spagnola (Iee, Iglesia Evangélica Española),
denominazione protestante che unisce le varie tradizioni metodiste, luterane, presbiteriane e congregazionaliste di Spagna, in un comunicato ufficiale condanna le violenze che hanno sostituito il dialogo e la comprensione. Ecco il testo firmato dall’Iee:

«Di fronte all’escalation di tensione e all’uso della forza contro l’espressione della volontà popolare in Catalogna vogliamo condannare le azioni violente che hanno avuto luogo, ed esprimere la nostra profonda delusione per la mancata volontà politica di evitare i fatti dolorosi che tutti abbiamo visto.

Denunciamo l’utilizzo delle forze di polizia e in generale rifiutiamo una risposta militare così sproporzionata, che ha causato 800 feriti, dei quali due gravi, e per questo esprimiamo il nostro dolore.

Denunciamo che l’utilizzo di misure repressive come quelle messe in atto domenica non sono proprie di uno Stato che vuole assicurare la protezione e l’integrità di tutti i suoi cittadini, e preservare i loro diritti democratici fondamentali.

La Chiesa evangelica spagnola(Iee), insieme con la sua diramazione catalana, la Església Evangélica de Catalunya, non manifesta opinioni politiche sulla vicenda, in quanto queste sono parte della libertà di pensiero di ogni singolo cittadino, ma chiede che il rispetto reciproco, il dialogo e la tutela dei diritti civili e politici siano garantiti a tutti.

La Pace è la nostra vocazione cristiana, e per ciò rifiutiamo e deploriamo ogni atto che la mette in discussione attraverso l’uso della forza.

Chiediamo che venga fatto ogni sforzo di riconciliazione e dialogo per aiutarci a vivere con le nostre differenti vedute, così come ci insegna il Vangelo di Gesù Cristo».

di Redazione | Riforma.it