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venerdì 3 novembre 2017

STUDIO BIBLICO. Dio parla alle persone attraverso la coscienza

Quando la coscienza ci dice qualcosa, è Dio che ce la sta dicendo e si tratta di un test. 

Se si tratta di qualcosa che non riguarda la verità e la nostra coscienza ci dice una cosa ma noi non le diamo retta, significa sempre disobbedire a Dio, perché quella cosa che non è verità, per noi che ci crediamo è come se fosse verità.
Come quando la nostra coscienza ci dice di osservare il giorno del Sabato perché siamo convinti che Dio comanda di fare così
(Romani 14:5).

Finché ne siamo convinti, dobbiamo osservare il giorno del Sabato, altrimenti sarebbe peccato.
Se abbiamo il dubbio se dobbiamo osservare il Sabato o no, la scelta di non seguirlo fatta nel dubbio condanna noi stessi ed è quindi peccato
(Romani 14:22-23).

Per non essere peccato, dobbiamo essere convinti al cento per cento che Dio non comanda di osservare il Sabato. Se ad uno la sua coscienza gli dice che deve evangelizzare le persone 18 ore al giorno, deve evangelizzare le persone 18 ore al giorno, altrimenti commetterebbe peccato.
Non ci sono scuse. Quando la sua coscienza gli dirà che per qualche ragione valida può avere delle pause più lunghe rispetto alle 6 ore che avrebbe evangelizzando le persone 18 ore al giorno, allora non sarebbe più peccato. Le ragioni valide devono riguardare scelte che non ci condannano (Romani 14:22-23), ed essendo ragioni valide, esse onorano Dio
(1 Corinti 10:31).

Ragioni valide possono essere: pensare di fare pause più lunghe perché così facendo si è più produttivi per fare la volontà di Dio; la paura che ci venga un collasso a causa delle troppe ore di evangelizzazione etc. Se non siamo totalmente convinti della scelta di diminuire le ore di evangelizzazione, anche se pensiamo che se non le diminuiamo ci potrebbe venire un collasso etc., sarebbe comunque peccato se facessimo questa scelta. Non essendo totalmente convinti della scelta, avremmo la prova che la nostra coscienza ne rende testimonianza, perché condanneremmo noi stessi nell’approvazione di questa condotta che non è dettata dalla fede e che è peccato.

Se Dio ci punisse per questa scelta fatta contro coscienza, dobbiamo pensare al fatto che abbiamo fatto una scelta contro coscienza e perciò siamo colpevoli. Non c’è nessuna scusa per disobbedire a Dio. Dio ha sempre la priorità su tutto quello che ci potrebbe capitare. Come detto prima, per non risultare che abbiamo disobbedito a Dio, la coscienza deve essere pulita al cento per cento riguardo a qualsiasi scelta: Tu, la fede che hai, serbala per te stesso, davanti a Dio. Beato colui che non condanna sé stesso in quello che approva.
Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato.
(Romani 14:22-23)

Fonte: STUDIO TEOLOGICO