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domenica 21 gennaio 2018

NOTIZIE. World Watch List 2018: raddoppia il numero di martiri rispetto all’anno precedente

Sintesi: ecco il nuovo rapporto sulla persecuzione dei cristiani. Oltre 215 milioni di cristiani nel mondo sperimentano un livello alto di persecuzione, ciò significa che 1 cristiano ogni 12 è seriamente perseguitato nel mondo. Salgono a 3066 i martiri cristiani e sono 15540 le chiese, le case e i negozi di cristiani attaccati!
Oggi Porte Aperte ha pubblicato la WORLD WATCH LIST 2018 (WWL), la nuova lista dei primi 50 paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo. Primo dato degno di nota: cresce ancora la persecuzione anti-cristiana nel mondo in termini assoluti,
oggi sono oltre 215 MILIONI i cristiani perseguitati.
Nonostante siano 2 nazioni completamente diverse in termini di struttura politica e sociale, Corea del Nord ed Afghanistan raggiungono il punteggio massimo di oppressione dei cristiani secondo la WWList 2018 (periodo di riferimento 1 novembre 2016 – 31 ottobre 2017). Solo una minima variazione nell’area della violenza anti-cristiana differenzia le 2 nazioni, facendo così mantenere la testa della triste classifica alla Corea del Nord per il 16° anno di seguito. Tuttavia è il Pakistan (5° posto nella WWL2018) ad avere l’infelice primato di nazione col più alto punteggio nella violenza contro i cristiani.

3.066 cristiani uccisi a causa della loro fede, mentre 15.540 edifici di cristiani attaccati tra chiese, case private e negozi. Si può stimare che 1 cristiano ogni 11,5 nel mondo subisce elevata persecuzione. Libia (7°) e India (11°) sono le nazioni che hanno fatto un balzo di 8 punti, scalando la classifica. In particolare l’India deve questa escalation di intolleranza anti-cristiana alla crescente influenza del radicalismo induista: oltre 24.000 cristiani indiani sono stati aggrediti nel periodo in esame. Le new entry sono il Nepal (che vola al 25°) e l’Azerbaigian (45°), mentre ad uscire dai primi 50 sono la Tanzania (per un miglioramento) e le Isole Comore (situazione sostanzialmente invariata, esce perché altri peggiorano).

L’oppressione islamica continua ad essere la fonte principale di persecuzione dei cristiani, non confermandosi solamente ma estendendo la sua morsa in varie aree. Tuttavia ciò che deve far riflettere è l’ascesa del nazionalismo religioso come prorompente fonte di persecuzione anti-cristiana (e di altre minoranze), con l’esempio emblematico della succitata India.

Fonte: PorteAperteItalia