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venerdì 20 luglio 2018

ESORTAZIONI. Fratelli, credenti che il Signore ci protegga dai falsi insegnamenti

“Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.” (Matteo 10:16) In mezzo alla fratellanza alcuni credenti dicono che noi dobbiamo essere astuti come i serpenti. Ma stanno proprio così le cose? Affatto, perché Gesù non ha detto ai suoi di essere astuti come i serpenti ma prudenti come i serpenti (cfr. Matt. 10:16), il che è totalmente diverso infatti essere prudenti significa essere cauti, accorti, avveduti e per nulla essere furbi.

Per spiegarvi cosa significa essere astuti vi citerò alcune Scritture.


Matteo dice: “Allora i Farisei, ritiratisi, tennero consiglio per veder di coglierlo in fallo nelle sue parole. E gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei verace e insegni la via di Dio secondo verità, e non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone. Dicci dunque: Che te ne pare? E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare, o no? Ma Gesù, conosciuta la loro malizia, disse: Perché mi tentate, ipocriti?….” (Matt. 22:15-18) . Come si può bene vedere i Farisei procedettero con astuzia nei confronti di Gesù per farlo cadere in peccato; ma che cosa erano i Farisei? Vipere e serpenti; quindi in questo caso essi manifestarono l’astuzia del serpente antico che era loro padre. Ma voi fratelli non siete delle vipere ma delle pecore e non dovete essere astuti, ma prudenti come il serpente, che è un animale guardingo che appena sente un fruscio si sposta da dove è perché avverte il pericolo, al fine di non cadere nel laccio del diavolo. Quindi del serpente dovete imitare la prudenza ma non l’astuzia perché questa è dal diavolo secondo che è scritto che esso “sedusse Eva con la sua astuzia” (2 Cor. 11:3).

Stefano disse che Faraone “procedendo con astuzia contro la nostra stirpe, trattò male i nostri padri, li costrinse ad esporre i loro piccoli fanciulli perché non vivessero” (Atti 7:19). Come si può bene vedere anche in questo caso l’agire di chi agisce con astuzia verso qualcuno è un agire disonesto e per nulla giusto.

Sappiate che la sapienza dice che “l’uomo pien di malizia diventa odioso” (Prov. 14:17) e difatti la gente li detesta i furbi; come li detesta pure Dio infatti è scritto: “L’Eterno condanna l’uomo pien di malizia” (Prov. 12:2). E sappiate anche che Dio sventa i disegni degli astuti perché si mostra astuto col perverso (cfr. 2 Sam. 22:27)

Non fate i furbi fratelli perché Dio ve la farà ricadere sul vostro capo la furbizia; nei Salmi infatti è scritto: “Ecco, il malvagio è in doglie per produrre iniquità. Egli ha concepito malizia e partorisce menzogna. Ha scavato una fossa e l’ha resa profonda, ma è caduto nella fossa che ha fatta. La sua malizia gli ritornerà sul capo, e la sua violenza gli scenderà sulla testa” (Sal. 7:14-16).

Imitate anche voi Paolo e Timoteo che non si condussero mai astutamente verso nessuno dei santi cosicché potevano dire ai Corinzi: “..abbiam rinunziato alle cose nascoste e vergognose, non procedendo con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma mediante la manifestazione della verità raccomandando noi stessi alla coscienza di ogni uomo nel cospetto di Dio” (2 Cor. 4:1-2). C’è grande ricompensa ad agire onestamente e sinceramente verso tutti gli uomini; certo costa, perché occorre fare tante rinunzie, ma dà tanta pace e gioia e ti permette di conservare una coscienza pura.