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sabato 13 ottobre 2018

MEDITAZIONI. La spina nella carne di Paolo

Atti Cap.6
4 Ma quant'è a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola. Tutto il ministero, tutto il servizio all'umanità che ha perso la sua enfasi sacerdotale, si è spezzato. Se prima di tutto non sono andato alla presenza di Dio, non posso andare verso gli altri con un messaggio o un servizio che abbia valore per loro.Se c'è un ministero di profezia senza, contemporaneamente, un ministero sacerdotale, allora non ci sarà alcuna edificazione della Chiesa.
Se la mia mano destra è ferita e dolorante e la mia mano sinistra vuole andare in suo aiuto, non lo fa in modo scoordinato.
La comunicazione arriva dalla testa e l'azione comincia là ed è controllata da là. Una mano sinistra non attaccata al corpo, non potrebbe essere di alcun aiuto. Il servizio ai nostri fratelli è la stessa cosa. Se vogliamo evitare di causare solo problemi ad altre membra, dobbiamo agire seguendo le diretti ve del Capo e dovremmo andare verso di loro, per offrire un servizio, solo essere stati alla presenza di Dio.

Matteo Cap.9
22 E Gesù, voltatosi e vedutala, disse: Sta’ di buon animo, figliuola; la tua fede t’ha guarita. E da quell'ora la donna fu guarita.

Una volta visitai una scuola per tessitori i cui studenti realizzavano dei motivi meravigliosi. Chiesi loro: Quando vi accorgete di aver fatto un errore, dovete tagliare e ricominciare dall'inizio?
Uno studente rispose: No, il nostro insegnante è un artista talmente bravo che da un nostro sbaglio riesce a rimediare e a renderlo utile per creare un motivo ancora più bello.
Così fa il Signore con i nostri errori. Egli è il più grande artista, ma dobbiamo arrenderci. Lascia i tuoi sbagli al Signore. Egli può usarli per creare il disegno della tua bella vita.
La Fede entrò cantando nella mia stanza,
e gli altri ospiti presero il volo. Dolore, ansia, paura e oscurità uscirono nella notte.
Mi meravigliò che ci potesse essere una tale pace, ma la Fede gentilmente rispose: Non vedi... non potrebbero mai vivere insieme a me.
(Elizabeth Cheney)

Filippesi Cap.4
13,Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica.

La spina nella carne di Paolo
L’apostolo Paolo, per esperienza personale, sapeva che cosa vuol dire soffrire. Mentre racconta alle persone di Corinto riguardo una sua esperienza personale con il Signore risorto, confessa che aveva un reale problema fisico: “Perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca”(2 Corinzi 12:7).
Non sappiamo esattamente che cosa fosse quella “spina nella carne”, ma deve essere stato un impedimento fisico. Può essere stato qualche tipo di problema agli occhi o epilessia; o, come Sir William Ramsay pensava, la febbre malarica. Comunque, sappiamo come risolveva il problema e qual era il suo atteggiamento successivo:
“Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:8-10).
Senz'altro Paolo non amava questa spina nella carne. Ma una volta resosi conto che non poteva essere eliminata, smise di brontolare e cominciò a rendere gloria. Sapeva che era la volontà di Dio che l’afflizione era un’opportunità per lui di sperimentare la potenza di Cristo nella sua vita.
Sareste capaci di vivere nel modo in cui faceva Paolo? Affrontare una sofferenza così grave come la sua con la nostra sola forza non sarebbe possibile. Però con l’apostolo possiamo dire: “lo posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

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