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venerdì 12 ottobre 2018

PREDICAZIONE. Il cammino verso la pace

Matteo Cap.16
23 Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.

Gesù aveva appena parlato ai suoi discepoli dell'appuntamento con la croce che si stava avvicinando, quando Pietro, per il grande amore che aveva per lui, istintivamente gridò: Dio non voglia Signore.
La risposta del Signore non poteva che essere un severo rimprovero.

La pietà per sé stessi, Gesù dichiarò, era un'idea che poteva essere venuta solo da satana e Gesù andò oltre, opponendosi alla protesta di Pietro: Non sono solo io che debbo andare alla croce disse ma tutti coloro che mi seguono e desiderano essere miei discepoli.

Non pensate che io sia l'unico che debba fare la volontà di Dio. La strada che percorro dovrete percorrerla anche voi. Nel profondo del suo cuore Pietro sapeva questo e, se dicendo; Dio non voglia esprimeva amore per il suo Signore, allo stesso tempo stava anche rivelando, senza esserne consapevole, il suo atteggiamento verso sé stesso. Anche lui avrebbe voluto evitare la croce preservando, in questo modo, la vita egoistica della sua anima.

Luca Cap.5
28 Ed egli, lasciata ogni cosa, si levò e si mise a seguirlo.

Un detenuto mi disse: Avevo deciso di seguire Gesù, ma la politica, la mia auto, il mio potere e la mia posizione si misero tra me e Dio. Questo è il giudizio di Dio, il motivo per cui mi trovo qui.
La mensola dietro la porta, tirala giù, buttala via, non utilizzarla più.
Poiché Gesù desidera la tua dimora dal soffitto fino al pavimento.
e persino fino a quella piccola mensola che tieni dietro la porta.

Filippesi Cap.4
7 E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
Il cammino verso la pace
Non c’è niente che può preoccupare di più e logorare i nervi delle preoccupazioni auto-inflitte. Il Salmista dice: “Non adirarti... (Salmo 37:1 ). L’implicazione è che adirarsi, lamentasi e agitarsi sono spesso stati d’animo che ci infliggiamo e che potrebbero essere meglio affrontati con un cambiamento di atteggiamento e trasformazione di pensiero. Come ha detto qualcuno: “La preoccupazione è un vecchio con la testa fasciata che porta un carico di piume pensando che sia piombo”.
Il Salmista ha anche detto: “In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro” (Salmo 4:8). Giobbe chiede “Quando Dio dà riposo, chi lo condannerà?” (Giobbe 34:29).

Molti problemi sono causati dall'egocentrismo. La mente umana non è destinata a un tale scopo meschino. Deve essere libera di librarsi, sognare, sperare e credere. Quando i nostri occhi sono sempre rivolti dentro noi stessi invece che al cielo, soffriamo di miopia spirituale.
L’anticipazione dei problemi non fa altro che ingigantirli, e i problemi che non ci sono ancora si assommeranno in un peso che non può che schiacciare lo spirito.

Diventano degli spettri che ci perseguitano, dei brutti sogni, ed esauriamo le nostre forze per combattere problemi che non esistono nemmeno invece di impiegarle in cose costruttive e nel servizio.
Invece di “ingigantire i problemi” dovremmo ascoltare il Signore quando dice: “Vi lascio pace; vi do la mia pace, lo non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27).

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