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lunedì 1 ottobre 2018

PREDICAZIONE. Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me

Romani Cap.8
11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Il versetto precedente spiega come Dio dia vita al nostro spirito, questo versetto ci dice come egli dia vita al nostro corpo. Il corpo è morto nel senso che sta viaggiando verso la tomba e, anche se il cammino spirituale del cristiano è avanzato, il suo corpo non ha ancora ricevuto la redenzione.
Questo può accadere solo in futuro; il nostro corpo oggi è solo una tenda terrena, un corpo di umiliazione.

Questo versetto ci dice, però, che, se lo Spirito di Dio abita in noi, allora, mediante la sua potenza che è in noi, Dio può rinnovare questa tenda terrena. Non ci parla di una risurrezione futura, ma del fatto che lo Spirito Santo può rafforzare i nostri corpi fisici in modo che possiamo essere adatti per l'opera di Dio. Né la nostra vita personale né il regno di Dio avranno svantaggi per la debolezza di un corpo così rinnovato e reso potente.

Matteo Cap.11
29 Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perché io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;
Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Mansuetudine significa lasciarsi guidare. Il mondo ragiona in termini di averi, forza e potenza, capacità, sicurezza in sé stessi e possedimenti. Ma il cristiano è diverso dal mondo, poiché appartiene ad un regno completamente differente. I martiri sono stati mansueti, ma non sono mai stati dei deboli.

Efesini Cap.5
2 camminate nell'amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, qual profumo d’odor soave.
Sofferenza
Al centro del nostro universo c’è un Dio che soffre con un amore redentivo. Sperimentiamo in gran parte il suo amore quando soffriamo per questo mondo malvagio. Qualcuno ha detto che se si soffre senza avere successo, possiamo stare sicuri che sarà qualcun altro ad usufruirne. Se qualcuno ha successo senza sofferenza, potrà essere sicuro allo stesso modo che un altro ha già sofferto per lui.
Arrampicandosi ai piedi dell’Himalaya c’è una bellissima cittadina che si chiama Kohima. È nel Nagaland, uno degli stati dell'In­dia.

Noi siamo andati là per aiutare nella celebrazione del centenario del cristianesimo nel luogo. Fu là che i giapponesi erano stati fermati durante la loro avanzata verso l’India durante la seconda guerra mondiale. Seppelliti in un cimitero ci sono centinaia di corpi di indiani, inglesi e americani, e di tutte le altre nazionalità che componevano le forze alleate e che fermarono l’avanzata giapponese. All'entrata del cimitero c’è una targa con scritto: “Dettero il loro domani perché noi potessimo avere un oggi”.

Dopo sedici difficili anni come missionario in Africa, David Livingstone, ritornò nella sua nativa Scozia dove si incontrò con gli studenti dell’università di Glasgow. Il suo corpo era emaciato (Molto magro, ridotto pelle e ossa, deperito, spec. per malattia) dalla devastazione di ventisette anni di febbri che era scorsa nelle sue vene durante gli anni di servizio. Un braccio pendeva di lato, impedito, come risultato di un incontro con un leone. Il succo del suo discorso a quei giovani fu: “Volete sapere cos'è stato a sostenermi durante la fatica, la difficoltà e la solitudine del mio esilio? È stata la promessa di Cristo: Ecco, io sono sempre con te fino alla fine dei tempi”.

Anche noi, come David Livingstone, possiamo rivendicare la stessa promessa dal nostro Salvatore e Signore. Egli viene con noi tramite le nostre sofferenze e ci aspetta appena sbuchiamo dall'altra parte del tunnel della prova - nella luce della sua gloriosa presenza per vivere con lui per sempre!

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