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giovedì 18 ottobre 2018

STUDIO BIBLICO. Una speranza gloriosa

Giovanni Cap.5
30 Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.

Adamo, quando fu creato, diventò una persona distinta consapevole di sé, ma non aveva alcun peccato.
In lui non regnava quello che Paolo chiama, in Romani 6:6, il nostro vecchio uomo. Aveva il libero arbitrio e questo faceva sì che potesse agire per conto suo e, in questo modo l'io, in un certo senso, era già là, ma non il peccato. Poi, però, la caduta cambiò tutto, dopo, c'era il vecchio uomo che dominava in lui e anche in tutti noi.

Dobbiamo stare attenti quando facciamo paralleli fra noi stessi e il Signore Gesù al tempo della sua incarnazione, ma quello che possiamo dire con certezza è che Gesù non aveva il vecchio uomo perché era libero dal peccato. Però aveva un io, aveva una sua forza naturale, ma non ne abusò mai in alcun modo. Non è che gli mancasse una personalità individuale, tutti gli uomini ce l'hanno, ma non scelse di vivere basandosi su di essa. In questo versetto Gesù chiarisce che ogni sforzo umano indipendente dal Signore non vale nulla. Per questo possiamo comprendere perché, parlando della nostra fruttuosità spirituale, il Signore disse: Senza di me non potete far nulla.

Atti Cap.5
29 Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

Sul campo di battaglia tra luce e tenebre non esiste neutralità. Camminate solo nella luce. Quando un cristiano rifugge la compagnia di altri cristiani, il diavolo sorride. Quando smette di leggere la Bibbia, il diavolo ride. Quando smette di pregare, allora il diavolo manda urla di gioia.
Se tu soffri, ma permetti a Dio di guidarti, e speri in lui in tutte le tue vie, Egli ti darà la forza, qualunque cosa ti accada, e ti sosterrà nei giorni avversi;
Chi confida nell'immutabile amore di Dio costruisce sulla roccia che nulla può smuovere.
(George Neumark)

Colossesi Cap.1
27 ai quali Iddio ha voluto far conoscere qual sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra i Gentili, che è Cristo in voi, speranza della gloria;

Una speranza gloriosa
Uno dei vantaggi di essere un cristiano è la speranza gloriosa che si estende al di là della fossa nella gloria del domani di Dio.
La Bibbia si apre con una tragedia e finisce con un trionfo.
In Genesi assistiamo alla devastazione del peccato e della morte, ma in Apocalisse intravediamo la gloriosa vittoria di Dio sul peccato e la morte. Apocalisse 14:13 dice: “Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono”.

Ma qual è la base della speranza cristiana della vita eterna? È la nostra speranza di vita dopo la morte un mero pensiero, desiderio, o addirittura cieco ottimismo? Possiamo avere la certezza che c’è vita dopo la morte, e che un giorno coloro che conoscono Cristo saranno con lui per tutta l’eternità?
Sì, c’è un grande avvenimento che ci dà questa sicurezza di fronte alla morte: la risurrezione di Gesù Cristo. È la risurrezione fisica, del corpo di Cristo che ci dà la certezza e speranza. Poiché Cristo è risorto dai morti, noi sappiamo al di là di ogni ombra di dubbio che la morte non è la fine, ma soltanto un passaggio alla vita eterna.

Non dimentichiamoci mai che la risurrezione di Cristo è in molti modi un evento centrale di tutta la storia. Paolo ha detto: “Se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati... Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini. Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti” (1 Corinzi 15:17-20). La risurrezione di Cristo fa tutta la differenza! Poiché è risorto dai morti, noi sappiamo che era davvero il Figlio di Dio che è venuto a salvarci mediante la sua morte sulla croce, come aveva affermato.

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