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martedì 23 ottobre 2018

TESTIMONIANZE. Quando diventiamo credenti possiamo dire: “Padre nostro”

Proverbi Capitolo 29
25 La paura degli uomini costituisce un laccio, ma chi confida nell'Eterno è al sicuro. 
Due uomini lavoravano nella stessa ditta. Uno di loro trovò Cristo come suo Salvatore, ma successe che entrambi erano estremamente timidi e, perciò, colui che era salvato non osava dire all'altro quello che gli era successo, e l'altro non riusciva a trovare il coraggio per chiedere al convertito che cosa fosse successo, anche se vedeva un cambiamento evidente.
Al lavoro erano seduti alla stessa tavola, eppure, pur essendo l'uno di fronte all'altro ogni giorno, uno non osava dire e l'altro non osava chiedere. Alla fine, colui che aveva trovato Cristo non resistette più e, dopo aver pregato a lungo, andò dal suo amico e gli disse: Sono molto timido e per tre mesi non ho osato dirti che ho creduto nel Signore Gesù. Allora il Suo amico rispose: E io in questi tre mesi desideravo tanto sapere quel che ti era successo. Se vivi nel timore degli altri, può aiutarti ricordare che, forse, gli altri temono te. Fatti coraggio e parla.

1 Pietro Capitolo 5
8 Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo.

II nemico tenterà sempre di separarci da Dio, di distruggere la nostra fede e di renderci ribelli.

2 Tessalonicesi Capitolo 2
16 Or lo stesso Signor nostro Gesù Cristo e Iddio nostro Padre che ci ha amati e ci ha dato per la sua grazia una consolazione eterna e una buona speranza 17,consoli i vostri cuori e vi confermi in ogni opera buona e in ogni buona parola.

Padre nostro
Quando diventiamo credenti possiamo dire: “Padre nostro” perché coloro che ricevono Cristo hanno il diritto di diventare figli di Dio (Giovanni 1:12). Quindi, possiamo da allora guardare a Dio come nostro Padre. Possiamo mettere la nostra fiducia in lui e conoscerlo in una relazione intima e stretta tra padre e figlio. Possiamo acquistare un senso personale del suo amore per noi e del suo interesse in noi, perché lui si preoccupa di noi come un padre dei propri figli.

Come ha detto una volta Peter Marshall: “Dio non permetterà che venga su di noi alcuna afflizione, a meno che abbia un piano specifico per cui possiamo ricevere grandi benedizioni da quella difficoltà”. È tramite la sofferenza, e le prove della vita, che possiamo avvicinarci a Dio. A.B. Simpson non si era mai dimenticato di quello che gli aveva detto una volta un uomo: quando Dio vi prova, è una buona occasione per provare lui mettendo le sue promesse al vaglio, e rivendicando da lui tutto ciò che la vostra prova ha reso necessario”.

Ci sono due modi per uscire da una prova. Uno è semplicemente aspettare che passi, ed essere riconoscenti quando è passata. L’altro è riconoscere una prova come uno stimolo da parte di Dio perché rivendichiamo benedizioni ancora più grandi di quelle che abbiamo avuto.

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