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sabato 24 novembre 2018

EDIFICAZIONI. Ringraziamento e il sentiero verso la pace

Apocalisse Cap.1
5 e da Gesù Cristo, il fedel testimone, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue 6 e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all’Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.

Ogni volta che ci viene ricordata la nostra redenzione mediante il sangue prezioso di Cristo, il cuore si riempie di riconoscenza e lode. E questo è quanto possiamo dire perché, in quest' area, non c'è bisogno di chiedere niente e sarebbe inopportuno farlo. Non possiamo invitare il Signore a fare ciò che ha già fatto; possiamo solo ringraziarlo dal profondo del cuore. Il ringraziamento tiene presente l'opera del Signore per noi, ma la lode va oltre: lo lodiamo per quello che lui è.

All'inizio la gratitudine ci sopraffà ma, successivamente, non subentra il vuoto, perché non abbiamo a che fare con un evento, ma con una Persona, non semplicemente con un'azione, ma con colui che l'ha compiuta. A poco a poco il Signore stesso viene a riempire la nostra visione e il ringraziamento viene sostituito dalla lode. Che meraviglioso Salvatore gridiamo è Gesù, nostro Signore!

Tito Cap.2
14 il quale ha dato se stesso per noi al fine di riscattarci da ogni iniquità e di purificarsi un popolo suo proprio, zelante nelle opere buone.

Hai mai avuto la sensazione di non essere abbastanza buono da poter presentarti davanti al Signore per essere salvato? Gesù disse: Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento (Luca 5:32). Ciò che stai dicendo in tua condanna è proprio ciò che ti da il diritto di andare a lui con la certezza che ti riceverà. Cristo è l'amico dei pubblicani e dei peccatori. È per persone di questo tipo che lui morì sulla croce.

Giacomo Cap.1
2 Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi.

Ringraziamento e il sentiero verso la pace
Dio non promette una vita facile o giorni senza problemi, prove, difficoltà e tentazioni. Non promette mai che la vita sarà perfetta. Non chiama i suoi figli al gioco, ma alla battaglia.
Alcune persone hanno un’idea strana del vivere la vita cristiana. Vedendo cristiani brillanti e pieni di talento cercano di imitarli. Per loro, l’erba del vicino è sempre più verde. Quando scoprono che il loro contributo è più modesto o forse invisibile, cadono nello scoraggiamento e trascurano opportunità genuine che possono avere.

Siate come l’apostolo Paolo e dite “Nessuna di queste cose mi tocca.” Poche persone hanno sofferto come Paolo, eppure egli imparò a vivere sia nell'abbondanza sia nella privazione. Imparò a vivere sopra le sue circostanze, anche nella cella di una prigione. Potete fare lo stesso. Rifiutatevi di permettere alle circostanze di tirarvi giù. Nel mezzo delle vostre difficoltà, ci sarà una gioia profonda. “Poiché la gioia del Signore è la vostra forza”, dice la Bibbia.

Credeteci o no, questo è il sentiero verso la pace. Paolo ha detto; “Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all'estremo; perplessi, ma non disperati” (2 Corinzi 4:8). Tutte queste qualità sono caratteristiche del vero cristiano. Possono essere vostre, dandovi l’estrema vittoria. Sono parte del vostro diritto di nascita. Rivendicatele!

Come figli di Dio, non dovete mai subire la sconfitta spirituale. I vostri giorni di sconfitta sono passati. Da ora in poi, vorrete vivere ogni minuto al suo massimo. Certo, benedirete ogni giorno come altre ventiquattro ore da dedicare a Cristo. Ogni nuovo giorno sarà pieno di opportunità per servire gli altri. Passerete molti momenti con Dio, e saprete che i vostri peccati sono perdonati e che voi siete sulla via del cielo.

Prendendo questo atteggiamento “servile” di ringraziamento in tutte le circostanze della vita vi aiuterà a reagire come il vecchio Matthew Henry quando fu assalito. Scrisse nel suo diario: “Voglio ringraziarti prima perché non sono mai stato derubato prima; secondo, anche se hanno preso il mio portafoglio, non mi hanno preso la vita; terzo, perché sebbene mi abbiano portato via tutto, non era poi molto; e quarto, perché sono io che sono stato derubato, non io che ho derubato”.
Mi chiedo se potrei essere così riconoscente. Potrei?

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