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giovedì 15 novembre 2018

STUDI BIBLICI. Una casa e una speranza

Matteo Cap.5
16 Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli. La vita divina piantata in noi, così estranea, per la sua stessa natura al mondo che la circonda, è una fonte di luce designata da Dio per illuminare le vere caratteristiche del mondo. Questo avviene per contrasto, perché la luce illumina le tenebre che sono nel mondo.
Da questo risulta evidente che separarci dal mondo oggi e privarlo, così, della sua unica luce, non è il modo giusto di glorificare Dio, anzi viene distorta l'intenzione di Dio di servire l'umanità mediante noi.La Chiesa, per usare un' altra similitudine, è una spina nel fianco dell'avversario di Dio, una fonte di costante disturbo per lui. Siamo già una montagna di guai per satana semplicemente essendo nel mondo. Allora perché lasciarlo? La Chiesa glorifica Dio non uscendo dal mondo, ma irradiando la sua luce in esso. Il cielo non è il luogo nel quale glorificare Dio; quello sarà il luogo in cui lo loderemo. Il luogo nel quale dobbiamo glorificare Dio è questa terra.

2 Cronache Cap.7
14 se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvage, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese. 
Non vi è nient'altro che riesca a tenere una persona lontana dal diavolo come l'umiltà.

Ebrei Cap.10
34 Infatti, voi simpatizzaste coi carcerati, e accettaste con allegrezza la ruberia de’ vostri beni, sapendo d’aver per voi una sostanza migliore e permanente.

Una casa e una speranza
Grazie sia a Dio, che noi credenti in Cristo abbiamo la certezza che stiamo tornando a casa dove tutto è felicità, gioia e pace. Questa speranza benedetta ci fortifica mentre portiamo i nostri pesi. Noi non insisteremo sui nostri desideri qui per combattere per i nostri diritti, ma saremo pronti a soffrire la perdita di tutte cose per quelle cose che devono ancora venire. I beni terreni non ci interesseranno più di tanto. La qualità qui può essere povera, ma la Bibbia insegna che là la qualità è decisamente migliore. I beni qui passeranno, i beni là saranno eterni.
Nessuno può avere pace reale se non ha la certezza di una casa permanente e felice che non sia soggetta a sinistri.

Un po’ di tempo fa due vecchi amici erano in punto di morte. Uno era ricco, l’altro era povero. Il ricco non era in Cristo e stava parlando a un suo amico. “Quando muoio,” diceva, “dovrò lasciare le mie ricchezze. Quando muore lui, andrà alle sue ricchezze”.
Questo riassume in poche parole i due principi differenti che regolano il mondo e il cristiano.
La pace non è arbitraria. Deve essere basata su fatti definitivi. Dio ha tutti i fatti dalla sua parte, il mondo no. Perciò Dio e non il mondo, può dare pace. È una cosa onorevole, giusta e lodevole che i nostri governanti cerchino e promuovano la pace nazionale e mondiale; ma essi devono riconoscere i loro limiti senza Cristo, il Principe della pace.
La Bibbia insegna che il mondo non arriverà mai ad una tranquillità e pace permanenti finché Cristo, il Principe della pace, torna qui sulla terra. Quando viene per regnare, gli uomini non conosceranno più guerre.

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