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giovedì 14 febbraio 2019

MEDITAZIONI. L’amore e burro di arachidi, 1 Giovanni Cap.3

Genesi Cap.42
36 E Giacobbe, loro padre, disse: "Voi m’avete privato dei miei figliuoli! Giuseppe non è più, Simeone non è più, e mi volete togliere anche Beniamino! Tutto questo cade addosso a me!"
Non dobbiamo neppure immaginare che Giacobbe non avesse più bisogno della disciplina del Signore dopo Peniel.
Ne aveva bisogno e la ebbe.
Da quando Debora, la nutrice di Rebecca, morì, Giacobbe ebbe ogni genere di problema familiare. La sua amata Rachele gli fu tolta; Simeone e Levi infamarono il nome di famiglia, Ruben, il figlio più vecchio, gli fece gravi torti e Giuseppe sparì. Giacobbe aveva ogni motivo per pensare che Giuseppe fosse morto e disse che sarebbe andato nella tomba piangendo per quel caro figlio perduto. Gli era rimasto solo Beniamino, ma ora era arrivato il momento in cui anche Beniamino, il suo ultimo tesoro, se ne sarebbe dovuto andare. Tutto sembrava essere contro di lui. Eppure Giacobbe stava per entrare nel momento più luminoso della sua vita; i suoi ultimi giorni non sarebbero stati giorni di declino, ma sarebbero stati simili a quelli di santi che sarebbero venuti in altre generazioni: Pietro, Paolo e Giovanni. Abramo e Isacco si spensero poco a poco, invece Giacobbe diventò a poco a poco, per le benedizioni di Dio, pieno di frutti.

Romani Cap.12
1 Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale.
Che cosa ha fatto per noi Gesù, il Figlio di Dio? Ha la sciato i cieli ed è venuto sulla terra. Ha umiliato sé stesso fino a nascere come un bambino ed essere riposto in una mangiatoia. Ha affrontato la vita su questa terra per trentatré anni ed è morto sulla croce per prendere su di sé i nostri peccati. Che cosa sta facendo ora, nella gloria? Prega per noi; intercede per noi.
Quando lo hai accettato come tuo salvatore, è stata la sola ed unica decisione che tu potessi prendere. La più importante. Sei nato di nuovo, ma eri come un bambino. Vi è forse qualcosa in più che il Signore ti sta chiedendo ora?

1 Giovanni Cap.3
1 Vedete di quale amore ci è stato largo il Padre, dandoci d’esser chiamati figliuoli di Dio! E tali siamo. Per questo non ci conosce il mondo: perché non ha conosciuto lui.

L’amore e burro di arachidi
La parola “amore” viene usata per indicare svariate cose. Per esempio noi diciamo che “amiamo” la casa che abbiamo appena comprato, oppure che “amiamo” un luogo particolare dove andiamo in vacanza, o che “amiamo” un panino al burro di arachidi. Diciamo anche che “amiamo” un certo programma televisivo o la nostra auto , e naturalmente “amiamo” nostro marito o nostra moglie. Si spera che non amiamo il nostro sposo nello stesso modo in cui amiamo un panino al burro di arachidi!
Un amico una volta mi fece questa osservazione: “Parlare d'amore non conta molto, quel che vale è dimostrarlo”. Dio ha dimostrato il suo amore per noi “in quanto che, mentre eravamo ancora pec­catori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Questo è vero amore.
Se Dio avesse soltanto parlato di quanto ci ama e non l’avesse mai dimostrato mandando Cristo per sovvenire alla nostra più grande necessità (il perdono del peccato e il superamento del baratro fra Dio e l’uomo operato dal peccato), sarebbe stato un Dio molto crudele. Ma egli ha fatto ben altro che parlare d’amore. Ha dimostrato il suo amore per noi mandandoci la più preziosa offerta che potesse darci: il suo unigenito Figlio che, pur essendo senza peccato, divenne peccato per noi affinché noi potessimo essere liberati dal peccato ed avere un posto in cielo.
L’amore di Dio è eterno. Supera qualunque tipo di amore che l’uomo possa avere per qualsiasi cosa. È proprio sperimentando l’amore di Dio per noi che noi riusciamo ad amare gli altri, compresi coloro che non ci amano.

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