CHI SIAMO: EDAP è un Sito/Blog il quale scopo, principalmente, è quello di raggiungere gli Italiani che vivono all'estero, per qualunque necessità essa sia, lavoro ed altro. Questo Sito è nato per dare un appoggio e un conforto morale e spirituale a tutti quelli che credono in Gesù. Visto che la necessità più grande che si è potuta verificare nel corso dei tempi, in tutta l'umanità, è stata la solitudine. Dio vi benedica a tutti quelli che entrano in questo portale Web. | Clicca qui |

sabato 7 dicembre 2019

INSEGNAMENTI. Ecco perché la donna non può essere pastore

Uno degli argomenti che sta molto a cuore a tante sorelle in Cristo riguarda il pastorato femminile, ossia la possibilità per una donna credente di ricoprire il ruolo di pastore o anziano all’interno di una comunità.
Senza però arrabbiarsi o torcere le Scritture come fa il diavolo, in tutta sincerità riuscireste a riportare un solo versetto dove Gesù Cristo
e i Suoi apostoli hanno chiamato una donna a pasturare la Chiesa di Dio o dove vengono legittimate ad avere una posizione di comando all’interno di essa?


Non sto parlando del testimoniare alle persone quella che è stata l’opera di Dio nella sua vita, visto che questa testimonianza deve essere giornaliera e accompagnata non solo dalle parole ma anche con i fatti.
E nemmeno dell’evangelizzazione dei perduti o dell’avere una pagina web o radio cristiana dove trasmettere messaggi di incoraggiamento, edificazione e consolazione, cosa che ritengo molto utile per la fratellanza in Cristo. Io mi riferisco al fatto se esistono versetti chiari ed espliciti in cui si evince la possibilità per la donna di essere leader e pastore di una comunità.

Molte citano Galati 3:28 a dimostrazione del fatto che la donna può essere pastore di una chiesa:

Galati 3:28
Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.

Ma le parole di Paolo sono da intendersi nel senso spirituale del termine. Egli sta dicendo che non ci sono differenze nel corpo di Cristo per quanto riguarda la salvezza, ma è chiaro che ci sono delle differenze di ruoli da ricoprire all’interno della Chiesa. Se noi dovessimo prendere questo versetto letteralmente, allora dovremmo credere che non ci sono più Giudei, Greci, schiavi, liberi, maschi e femmine al mondo.

Vediamo adesso cosa dice la Scrittura in maniera chiara ed esplicita su questo argomento:

1 Tim. 2:11-14 11) La donna impari in silenzio con ogni sottomissione.
12) Poiché NON PERMETTO ALLA DONNA D’INSEGNARE, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio.
13) Perché Adamo FU FORMATO IL PRIMO, e poi Eva;
14) e Adamo non fu sedotto; ma la donna, ESSENDO STATA SEDOTTA, cadde in trasgressione.
Da questo versetto risultato del tutto evidente il divieto per la donna di insegnare la Parola di Dio. Bisogna sapere che Dio sin dal principio della creazione ha assegnato dei ruoli da ricoprire sia all’uomo che alla donna. Questi ruoli devono chiaramente essere rispettati anche all’interno della Chiesa di Cristo, senza alcuna eccezione. E quando non vengono rispettati ma si disubbidisce all’ordine naturale delle cose creato da Dio, si fa posto al diavolo.

Dal versetto sopracitato si possono ricavare 5 punti:

La donna deve imparare in silenzio.
Deve farlo sottomettendosi.
Non può insegnare.
Non può usare autorità sul marito.
Adamo fu formato per primo, poi Eva.
Dio vuole che la donna impari in silenzio e questo viene ripetuto per ben due volte. Perché? Per capire meglio ciò bisogna leggere le seguenti parole sempre dell’apostolo Paolo:

1 Cor. 14:34-35 34) Come si fa IN TUTTE LE CHIESE de’ santi, TACCIANSI LE DONNE nelle assemblee, perché non è loro permesso di PARLARE, ma debbono STAR SOGGETTE, come dice anche la legge.
35) E se vogliono imparar qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è cosa indecorosa per una donna PARLARE IN ASSEMBLEA.

Ora questo non significa affatto che la donna non può parlare MAI e in NESSUN CASO durante i culti. Non si tratta di un silenzio assoluto altrimenti se così fosse l’apostolo Paolo si sarebbe contraddetto quando afferma sempre nella stessa epistola che la donna può pregare e profetizzare durante i culti (cfr. 1 Corinzi 11:5). Le parole dell’apostolo vanno inquadrate nel contesto della Chiesa di Corinto del I sec. Si trattava infatti di una Chiesa molto disordinata e indisciplinata, dove tutti parlavano allo stesso tempo e nessuno veniva edificato. Ecco perché l’apostolo Paolo dovette dare delle istruzioni e delle limitazioni a quei credenti di quella comunità molto problematica. Le seguenti linee-guida sono ancora oggi utili e valide per le comunità di tutto il mondo:

Due massimo tre devono parlare in lingue (cfr. 1 Corinzi 14:27).
Devono farlo uno alla volta (1 Cor. 14:27).
Chi può interpretare la lingua deve farlo altrimenti rimanga in silenzio e parli a se stesso e a Dio (1 Cor. 14:28).
Due massimo tre devono dare la profezia (cfr. 1 Cor. 14:29). Se qualcuno riceve una rivelazione il precedente deve tacersi.
Devono parlare tutti uno alla volta (cfr. 1 Cor. 14:31).
Bisogna giudicare quanto viene detto (cfr. 1 Cor. 14:29 vedi anche 1 Tess. 5:21)
Ritornando alla donna il fatto che Paolo dica che deve rimanere in silenzio durante i culti e che deve stare sottomessa fa presumere che le donne di Corinto parlavano in maniera insubordinata senza avere il minimo rispetto per l’autorità costituita. Magari interrompevano del continuo il culto con delle domande rivolte al pastore e gli anziani, facendo diventare ancora più caotica la situazione. Ecco perché se si hanno delle domande bisogna porle alla fine del culto ai propri mariti o parenti. E se ci si trova nel caso in cui ciò non è possibile allora si può chiedere al pastore e agli anziani.


Per quanto riguarda invece la sottomissione (ossia l’ubbidienza) la donna (come anche l’uomo) deve sempre mostrarsi sottomessa a Dio ma NON SEMPRE con l’uomo e questo perché l’uomo non è un essere perfetto e può sbagliare. Infatti se un pastore insegna falsità o il marito spinge la moglie a fare cose contrarie alla dottrina di Dio, la donna ha il dovere di DISUBBIDIRE perché bisogna obbedire a Dio e non agli uomini (cfr. Atti 5:29). Basti pensare all’esempio di Abigail moglie di Nabal che rimediò all’errore del marito, facendo del bene a Davide e ai suoi servitori. Viene elogiato il buon senso e l’avvedutezza della donna mentre viene biasimata la durezza e la stoltezza del marito (cfr. 1 Samuele 25). O anche alla giudice profetessa Debora a cui Dio diede i meriti della vittoria contro il re Sisera perché Barak non volle andare da solo alla battaglia nonostante Dio gli comandò di fare proprio questo (cfr. Giudici 4).

La donna tramite la sua obbedienza onora il marito che è il suo capo (cfr. 1 Cor. 11:3) e se non è credente può addirittura guadagnarlo a Cristo attraverso la sua buona condotta (cfr. 1 Pietro 3:1). In questo modo dimostrerà di temere Dio e sarà per questo resa beata dai suoi figli ed elogiata dal marito (cfr. Proverbi 31:28) e la Parola di Dio non sarà bestemmiata (cfr. Tito 2:5). Inoltre deve essere per lui un aiuto convenevole nel Signore (cfr. Gen 2:18-24) sostenendolo e incoraggiandolo sempre senza mai usare autorità su di lui, ma rispettando il ruolo che Dio le ha dato, che non è di poco conto perché come dice anche il detto mondano: «Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna».

I DANNI DEL PASTORATO FEMMINILE
Quando si permette alla donna di predicare dal pulpito e di insegnare le Scritture si fa posto al diavolo nella Chiesa e anche nella stessa famiglia individuale. Questo perché viene introdotto il peccato della ribellione che porta disordine e caos all’interno della fratellanza. Ricordatevi che Satana è l’antitesi di Dio. Ogni cosa che fa è l’opposto di quello che Dio ha decretato. Non dobbiamo ignorare le sue macchinazioni! Cercherà sempre di suggerirci qualcosa che va nel senso opposto alla Parola di Dio. E se noi gli diamo ascolto Dio non sarà più il nostro unico padrone. Ecco perché dobbiamo noi TUTTI (senza distinzione di genere) sottometterci a Dio ma resistere al diavolo (cfr. Giacomo 4:7).

Non bisogna tollerare lo spirito di Jezabel che ancora oggi opera in alcuni credenti che non danno ascolto alla voce di Dio ma a quella del diavolo. Gesù riprese il pastore della Chiesa di Tiatiri perché tollerava la falsa profetessa che INSEGNAVA e seduceva i credenti a fare cose contrarie alla Sua Parola (cfr. Apocalisse 2:20).

COSA DICONO GLI OPPOSITORI
Un’obiezione comune sollevata dagli oppositori della sana dottrina è che le parole di Paolo sono rivolte alle Chiese del I sec. e quindi non hanno più alcun valore oggi che siamo nel 21esimo secolo. Ma io vorrei ricordare a costoro che la Parola di Dio è eterna e non muta affatto (cfr. Salmi 119:89 ; Isaia 40:8 ; 1 Pietro 1:23,25), così come il nostro Dio (cfr. Malachia 3:6 ; Ebrei 13:8) e quella che Paolo ci ha annunziato è la Parola di Dio:

“E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l’accettaste non come parola d’uomini, ma, quale essa è veramente, COME PAROLA DI DIO, la quale opera efficacemente in voi che credete.” (1 Tessalonicesi 2:13)

E Paolo ha parlato mosso da sincerità da parte di Dio:

“Poiché noi non siamo come quei molti che adulterano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, DA PARTE DI DIO, in presenza di Dio, in Cristo.” (2 Corinzi 2:17)

“Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono COMANDAMENTI DEL SIGNORE.” (1 Corinzi 14:37)

Ed i comandamenti del Signore sono eterni (cfr. Salmi 111:7-8).

Infatti le epistole di Paolo fanno parte delle Sacre Scritture (cfr. 2 Pietro 3:16), proprio perché Paolo è stato ispirato da Dio (cfr. 2 Timoteo 3:16) e quindi come tutte le altre epistole vanno lette, studiate, meditate e osservate.

Se questo mio scritto ha provocato in voi rabbia e indignazione, non prendetevela con me, io mi sono semplicemente limitato a riportare fedelmente quello che dice la Scrittura, senza aggiungere miei pensieri e opinioni in merito alla questione del pastorato femminile.

Sia Dio riconosciuto verace e ogni uomo (o donna) bugiardo/a.

Gianluca Colucci

P.s. l’unica donna pastore che conosco di tutta la Bibbia è Rachele (cfr. Genesi 29:9) ed infatti guidava pecore ma non nel senso spirituale del termine

http://gianlucacolucci.altervista.org | EDAP