CHI SIAMO: EDAP è un Sito/Blog il quale scopo, principalmente, è quello di raggiungere gli Italiani che vivono all'estero, per qualunque necessità essa sia, lavoro ed altro. Questo Sito è nato per dare un appoggio e un conforto morale e spirituale a tutti quelli che credono in Gesù. Visto che la necessità più grande che si è potuta verificare nel corso dei tempi, in tutta l'umanità, è stata la solitudine. Dio vi benedica a tutti quelli che entrano in questo portale Web. | Clicca qui |

domenica 28 giugno 2020

TESTIMONIANZE. Un'esperienza che arricchì non poco il mio bagaglio spirituale

LINA
Nel settembre del 1996 fui ricoverata nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale Cardarelli per essere sottoposta al duplice intervento di tunnel carpale e trasposizione dell'ulnare. Fin dal primo giorno della mia degenza ebbi opportunità di avvicinarmi alle  pazienti della camera porgendo loro parole di conforto ed esortandole ad aprire il cuore al Signore confidando nella sua infinita misericordia, sia per la loro infermità, sia per la loro vita.
Intanto ogni giorno ricevevo molte visite dai fratelli e sorelle della mia comunità di appartenenza, tanto da destare la meraviglia delle altre pazienti che mi domandavano come mai avessi "tanti amici".
Rispondevo loro che erano fratelli in Cristo, e che quando Gesù regna nel nostro cuore, c'è solo amore intorno a noi. Rimasi in quel reparto 16 giorni prima dell'intervento, avrei potuto essere operata già 3 giorni dopo il ricovero, ma  stranamente si incontravano continui ostacoli ogni giorno.
Dopo 9 giorni volli chiederlo a Chi sta molto più in alto di noi e durante una preghiera dissi: "Signore perché? A cosa è dovuto questo ritardo"?  E aprendo la Bibbia i miei occhi si posarono sul verso 42 del capitolo 10 degli Atti degli Apostoli: "Or egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è Colui che Dio ha costituito giudice dei vivi e dei morti".
Capii allora che il ritardo all'intervento non era dovuto a motivi tecnici, ma a qualcosa che voleva il Signore. Giorno dopo giorno la camera divenne come una chiesa.  Ascoltavamo i canti con le antiche cassette, si pregava insieme,  domande, risposte; tutto era bello, ed io mi consolavo per quell'unione in cui il Signore ci faceva trovare. Verso il dodicesimo giorno della mia degenza fu ricoverata Lina, una ragazza che soffriva a causa di un ernia discale, da operare. Ella si uni' subito a quella comunione che con le altre pazienti avevamo formato. Intanto le facevano però delle iniezioni perché il dolore alla schiena era tremendo.  Qualche giorno dopo  eravamo nella solita dolce atmosfera con il canto del fratello Bevilacqua: "Dio c'è, pace e gli dà, dar conto gli dobbiamo di ciò che noi facciamo, mondo prega con me. Gesù io vengo a te, pietà di me, pietà di me" (significanti parole).
 Poco dopo l'inizio del canto mi accorsi che Lina piangeva perché il dolore era fortissimo, e per non disturbarci soffriva in silenzio, ma si contorceva in modo impressionante. Mi faceva pena e tenerezza, così mi avvicinai a lei poggiandole le mani sul suo   braccio, e mentre la musica procedeva pregando dissi:
""Signore, tu che puoi ogni cosa, lenisci questo dolore; puoi attraverso me toccare questa ragazza? Io so che tu puoi""
E continuavo a benedirlo e ad innalzare la Sua onnipotenza. Finito il canto, cessata quella dolce atmosfera, aprii gli occhi e vidi che Lina mi guardava sorridendomi, io scossi la testa come per dire: "Cosa c'è, perché sorridi"? ELLA capi' e disse: "Mentre voi avevavate le mani sul mio braccio, ho sentito un forte calore che dal braccio mi attraversava il corpo dandomi un sollievo immenso, e sono certa che è stato Gesù, perché il dolore è scomparso di colpo.
Io rimasi un attimo stupita e, riprendendomi, la esortai a credere più che mai che DIO C'È, e le chiesi di testimomiarlo anche alle altre pazienti perché lei stessa aveva constatato che il dolore non era scomparso  per una iniezione, ma per il tocco sublime,  soave e deciso che in quel momento il Signore aveva voluto farle sperimentare.
Al sedicesimo giorno finalmente fui operata. Tre ore in sala operatoria con molte anestesie locali. Poiché avevo chiesto un minuto per pregare, durante l'intervento il professore mi fece 300 domande sulla Bibbia; dopo le prime 150, le domande si facevano più difficili e nella mente dicevo: "Signore, ti prego, rispondi per me", e mentre non avevo ancora finito di formulare la domanda, il Signore già mi preparava la risposta tra la meraviglia dei presenti, davanti ai quali  mai una volta rimasi in silenzio, gloria a Dio.
Dopo due giorni di degenza post operatoria il professore mi fece chiamare nel suo studio per darmi le dimissioni.
Ivi c'erano altri medici. Egli si pronuncio'  come se parlasse in estasi:  "Ho conosciuto una persona speciale, una donna che vive in un altro mondo, e che crede in quel suo mondo; ma che cos'è? Voglio conoscerlo". Poi, come se rimettesse i piedi sulla terra, continuo' dicendomi: " A proposito, quando tornerai per il controllo ricorda che devi portarmi la Bibbia". Gliela portai e gli dissi: "Questo libro ha un valore inestimabile, il soggetto é Gesù che si è sacrificato per noi e per la salvezza dell'anima nostra ; facciamo sì che il suo sacrificio non sia stato vano, perché solo attraverso di lui vivremo in eterno".
     - - - - - - - - - - -
Quell'esperienza arricchì non poco il mio bagaglio spirituale.

Bibbia e Testimoniane | EDAP

Nessun commento:

Posta un commento

AVVISO PER CHI COMMENTA
Dovete mettere i vostri nomi e cognomi veri. Chi vuol dire qualcosa di vero non deve aver paura di mettere il suo nome e cognome.
I vostri commenti che lascerete non saranno approvati solo se, sono anonimi , offensivi, volgari e insensati.