lunedì 6 luglio 2026
L'Offesa: una prigione che possiamo chiudere.
sabato 27 giugno 2026
Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, ci consegna un paradigma eccelso.
Caro pastore Ciano. Questa mattina ho nel cuore un messaggio che desidero condividere con voi nella comunione santa del nostro Signore.
L’umiltà, virtù somma e principio generatore di ogni autentica vita spirituale, rappresenta la cifra distintiva del credente che aspira a conformarsi pienamente alla volontà divina.
Essa non è semplice disposizione dell’animo, ma habitus interiore che orienta la nostra volontà verso Dio, rendendoci docili, mansueti e capaci di servire senza alcuna vanagloria.
La Scrittura ci ammonisce con autorevolezza:
«Il saggio non si glori della sua saggezza, né il forte della sua forza, né il ricco della sua ricchezza; ma chi si gloria, si glori nel Signore».
È un monito che ci richiama alla consapevolezza che ogni bene, ogni virtù, ogni capacità proviene esclusivamente dalla grazia sovrana di Dio, e che nulla possediamo in proprio se non ciò che Egli benignamente ci concede.
Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, ci consegna un paradigma eccelso.
Il Signore Gesù, cingendosi i fianchi con un asciugatoio, versò dell’acqua in una bacinella, si abbassò e lavò i piedi ai discepoli.
In quel gesto, insieme semplice e maestoso, Egli ha impresso nella storia della salvezza la forma più alta della regalità cristiana, che non si manifesta nel dominio, ma nel servizio; non nell’elevazione di sé, ma nell’innalzare l’altro.
Gli insegnamenti del Maestro devono risuonare come un’eco perenne nei recessi più profondi della nostra coscienza spirituale:
«Perdonate e sarete perdonati; date e vi sarà dato; come farete, così sarà fatto a voi; la misura con la quale misurate sarà misurata a voi».
Sono parole che non ammettono interpretazioni accomodanti, ma richiedono obbedienza integrale, perché l’umiltà è la soglia attraverso cui si accede alla vera sottomissione alla volontà di Dio.
Il Signore dichiara:
«Io poserò il mio sguardo su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto e trema alla Mia parola» (Isaia 66:2).
E l’Apostolo ci esorta:
«Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza» (Colossesi 3:12).
Dio è buono, e la Sua bontà ci convoca a un cammino di semplicità, mansuetudine e gratitudine, affinché la nostra vita sia un riflesso della Sua luce.
Con affetto fraterno, F.llo Sabatino.
lunedì 22 giugno 2026
Geremia 1:19 Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per liberarti, dice l'Eterno!
I nemici dei Cristiani, seguaci del male cercheranno sempre Cari nella Grazia di farci guerra perché siamo portatori della Parola di Vita in Cristo Gesú, il Signore; ma il Nostro Dio è con noi e Nessuna arma fabbricata contro di noi avrà effetto. L'Eterno ci libererá sempre ma noi saremo sempre Vincitori. Rallegriamoci il Nostro Dio è con noi e noi siamo invincibili! Alleluia! Pace!
Salmi 34:13 Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.
Cari nella Grazia, impariamo a governare la nostra lingua, pensiamo prima di parlare; prendiamoci del tempo e vedremo i risultati immediati di questo comportamento. La nostra lingua ha il potere di guarire o distruggere perció facciamo sempre piú attenzione a come si usa la Parola che esce da noi. Facciamo il Bene, diciamo bene di ogni cosa e di Ognuno stimando gli altri piú di noi stessi e questo è Amare il Prossimo.
Dio ci benedica!
domenica 21 giugno 2026
La parola che dà vita: commento ampio e profondo del f.Llo Sabatino
LA PAROLA CHE DÀ VITA:
COMMENTO AMPIO E PROFONDO
La vita del credente è un cammino che si regge su un fondamento solo: la Parola di Dio che abita nel cuore. Non una parola ascoltata distrattamente, non un’eco lontana, ma una presenza viva, operante, che diventa bussola, sostegno, consolazione e forza.
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