L’umiltà, virtù somma e principio generatore di ogni autentica vita spirituale, rappresenta la cifra distintiva del credente che aspira a conformarsi pienamente alla volontà divina.
Essa non è semplice disposizione dell’animo, ma habitus interiore che orienta la nostra volontà verso Dio, rendendoci docili, mansueti e capaci di servire senza alcuna vanagloria.
La Scrittura ci ammonisce con autorevolezza:
«Il saggio non si glori della sua saggezza, né il forte della sua forza, né il ricco della sua ricchezza; ma chi si gloria, si glori nel Signore».
È un monito che ci richiama alla consapevolezza che ogni bene, ogni virtù, ogni capacità proviene esclusivamente dalla grazia sovrana di Dio, e che nulla possediamo in proprio se non ciò che Egli benignamente ci concede.
Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, ci consegna un paradigma eccelso.
Il Signore Gesù, cingendosi i fianchi con un asciugatoio, versò dell’acqua in una bacinella, si abbassò e lavò i piedi ai discepoli.
In quel gesto, insieme semplice e maestoso, Egli ha impresso nella storia della salvezza la forma più alta della regalità cristiana, che non si manifesta nel dominio, ma nel servizio; non nell’elevazione di sé, ma nell’innalzare l’altro.
Gli insegnamenti del Maestro devono risuonare come un’eco perenne nei recessi più profondi della nostra coscienza spirituale:
«Perdonate e sarete perdonati; date e vi sarà dato; come farete, così sarà fatto a voi; la misura con la quale misurate sarà misurata a voi».
Sono parole che non ammettono interpretazioni accomodanti, ma richiedono obbedienza integrale, perché l’umiltà è la soglia attraverso cui si accede alla vera sottomissione alla volontà di Dio.
Il Signore dichiara:
«Io poserò il mio sguardo su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto e trema alla Mia parola» (Isaia 66:2).
E l’Apostolo ci esorta:
«Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza» (Colossesi 3:12).
Dio è buono, e la Sua bontà ci convoca a un cammino di semplicità, mansuetudine e gratitudine, affinché la nostra vita sia un riflesso della Sua luce.
Con affetto fraterno, F.llo Sabatino.

