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martedì 2 giugno 2026

Dal Vangelo di Luca capitolo 13 dal verso 23...

Dal Vangelo di Luca capitolo 13 dal verso 23 Un tale gli disse: «Signore, sono pochi i salvati?» Ed egli disse loro: 24 «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno.25 Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici". Ed egli vi risponderà: "Io non so da dove venite".
26 Allora comincerete a dire: "Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!" 27 Ed egli dirà: "Io vi dico che non so da dove venite. Allontanatevi da me, voi tutti, malfattori". 28 Là ci sarà pianto e stridor di denti, quando vedrete Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi ne sarete buttati fuori. 29 E ne verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e staranno a tavola nel regno di Dio. 30 Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi».

Il testo (Luca 13,23-30) sposta l'attenzione dalla curiosità teorica (il numero dei salvati) a una questione di salvezza personale ed esistenziale. La salvezza non è un dato statistico scontato, ma richiede una decisione radicale e una continua lotta spirituale per conformarsi agli insegnamenti di Gesù. 
Ecco l'esegesi organizzata per sezioni tematiche:

1. La domanda e il contesto (v. 23)
* «Signore, sono pochi i salvati?»: Nel giudaismo dell'epoca, c'era un dibattito su chi avesse accesso al Regno di Dio e sul numero dei salvati. Spesso si riteneva che la salvezza fosse un privilegio nazionale per il popolo d'Israele.
* La risposta di Gesù rifiuta le speculazioni numeriche: non offre percentuali, ma interroga l'interlocutore (e il lettore) sulla propria personale partecipazione. 

Egli invita a compiere una scelta esistenziale precisa attraverso due immagini forti:
* Entrare per la porta stretta: Gesù esorta a impegnarsi personalmente e con decisione per seguire i suoi insegnamenti, poiché l'ingresso nel Regno di Dio richiede uno sforzo di volontà e non è un'automatica conseguenza dell'appartenenza a un popolo o a una tradizione.
* Riconoscere il momento presente: Gesù ammonisce a non dare la salvezza per scontata, evitando il rischio di rimanere esclusi (trovarsi fuori quando la porta sarà chiusa) per aver vissuto una vita lontana dalla giustizia e dal Vangelo.

In sintesi, la domanda implicita che Gesù rivolge a ciascuno è: «Cosa stai facendo adesso per la tua salvezza? Stai vivendo secondo i miei insegnamenti?»


2. La Porta Stretta (v. 24)
* «Sforzatevi di entrare per la porta stretta»: Il verbo greco originale è agonízomai, che richiama lo sforzo, la disciplina e la fatica degli atleti durante una competizione (da cui "agonia"). Entrare nella porta non richiede abilità fisiche, ma la disponibilità a spogliarsi di egoismi, orgoglio e convinzioni superficiali.[1, 2, 3]

3. Il pericolo dell'esclusione e l'illusione della familiarità (vv. 25-27)
* «Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza...»: Questa è la parte più severa del brano. Mette in guardia dal pericolo di considerarsi "salvi" per il semplice fatto di aver conosciuto Gesù storicamente o di aver frequentato i suoi spazi. 
* L'appartenenza a una comunità religiosa o le pratiche esteriori non bastano. 
* Senza un'adesione del cuore, che si traduce in una vita giusta e coerente, si rischia di rimanere estranei a Dio («Io non so da dove venite» / «operatori di iniquità»). 

4. Il rovesciamento escatologico (vv. 28-30)
* «Là ci sarà pianto e stridor di denti»: È l'immagine del dolore e del rimpianto per aver sprecato l'occasione di salvezza, specialmente vedendosi esclusi dal banchetto celeste insieme ai patriarchi (Abraamo, Isacco, Giacobbe). 
* «Ne verranno da oriente e da occidente...»: Gesù profetizza l'universalità della salvezza. 
* Il Regno di Dio non è riservato a pochi eletti o a una specifica cerchia di appartenenza originaria. 
* «Ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi»: Questo principio rovescia le gerarchie e le sicurezze umane. 

nell'esegesi biblica quel principio evangelico fa riferimento anche alla distinzione tra il popolo eletto (Israele) e i gentili (i pagani). 
Questa specifica interpretazione si articola su due livelli:
* I Primi (Israele): Rappresenta il popolo che ha ricevuto la Legge e l'Alleanza fin dall'inizio. Se vissuta con sterile legalismo o presunzione di salvezza acquisita, questa "familiarità" con Dio può portare all'esclusione. 
* Gli Ultimi (I Gentili): Rappresenta i pagani e i peccatori. 
* Pur essendo gli ultimi ad avvicinarsi alla fede, possono entrare per primi nel Regno dei Cieli grazie alla misericordia incondizionata di Dio. 

Il messaggio chiave non è una cancellazione dell'elezione di Israele, ma un rovesciamento delle logiche umane di merito: l'ingresso nel Regno non è un diritto acquisito per anzianità o appartenenza, ma un dono gratuito aperto a tutti, in particolare agli emarginati e ai pentiti. 

Il messaggio centrale del brano è l'urgenza di non sprecare il tempo presente.
 La salvezza è offerta, ma esige una conversione autentica e una scelta attiva quotidiana, senza adagiarsi su privilegi acquisiti o abitudini religiose. 
Buona giornata a tutti con la Benedizione del “Signore “
Bibbia e Meditazioni | Sorella Antonella Pacifico e famiglia

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